sabato 13 dicembre 2014

Quando in Versilia si mangiavano i cappelletti luzzaresi

Remo Tisi nel negozio di Via Machiavelli a Viareggio

Era il marzo del 1955 quando lasciai Luzzara - avevo da poco ceduto il mio forno sotto i portici - con destinazione Viareggio, dove avevo rilevato un piccolo negozio di generi alimentari in Via Machiavelli. Accompagnato in automobile dal mio amico Farinen (Bruno Farina), attraversai il Passo della Cisa per raggiungere la costa tirrenica. Il viaggio fu una vera e propria odissea. Con i tergicristallo rotti, fummo sorpresi da una forte nevicata e Farinen dovette tenere pulito il parabrezza a forza di braccio.

All'inizio fu dura e i conti non sempre quadravano, ma un giorno finalmente la svolta. Avevo messo in vendita sul banco del negozio un po' di cappelletti preparati da mia moglie Elena (Soliani), quando entrò una distinta signora che chiese:
"Che cosa sono?"
"Sono cappelletti fatti in casa," risposi "è una pasta tipica della mia terra, l'Emilia."
"Ma ha solo quelli o ne può fare di più? Me ne servirebbero quattro o cinque chili."
"Su ordinazione glieli posso preparare!" dissi entusiasta.

Scoprii in seguito che la signora era la proprietaria di "Tito del Molo", all'epoca uno dei ristoranti più rinomati della città. I cappelletti furono subito apprezzati e col passaparola le richieste cominciarono ad aumentare. Fu così che decisi di aprire un pastificio in Via Matteotti, per dedicarmi esclusivamente alla produzione di pasta fresca e cogliere al meglio l'opportunità che fortunatamente mi si era presentata. Dal Pastificio Remo cominciarono ad uscire quintali ad caplet lusares che raggiungevano quotidianamente i negozi, i ristoranti, le pensioni di tutta la Versilia, e ovviamente i palati dei numerosi vacanzieri.

in memoria di Remo Tisi ed Elena Soliani

Vai al video "I cappelletti luzzaresi": http://youtu.be/9K0Wq8GiDBg