domenica 23 novembre 2014

Il vecchio e il fiume

Fotografia di Paolo Losi

"E se fosse l'ultima volta che vedo il fiume in piena?" pensa il vecchio abbassando lo sguardo per fissare l'incedere della corrente. La sua testa, assecondando l'esperienza del passato e delle tante piene vissute, si mette subito a far di conto per stimare il livello dell'acqua.
Sebbene in cielo splenda un clemente sole autunnale, un pesante cappotto avvolge il suo corpo asciugato dagli anni. Lentamente spinge la bicicletta qualche metro più in là. Solleva il capo, si aggiusta la sciarpa sul collo e spalanca gli occhi sul fiume diventato mare, quasi a volere catturare ogni fotogramma del giorno: i pioppi annegati, le tremolanti foglie autunnali, le barche degli om ad Po ancorate a ridosso dell'argine, le tute sgargianti della protezione civile, quelle moderne macchine fotografiche che all'occorrenza fanno anche da telefono, i giornalisti col microfono, i giornalisti senza microfono, le telecamere, la gente che parla, quelli che sanno tutto loro del fiume, quelli che ascoltano, quelli che non si può superare la transenna, e alle spalle la torre civica che, come una madre affettuosa, vigila su Luzzara.
I ricordi cominciano a farsi largo nella sua mente: "Nel '51 ero qui a dare una mano, ero giovane e svelto!" La memoria balza poi alle grandi piene del '94 e del 2000: "Quant'acqua è passata sotto i ponti, è proprio il caso di dire."
La tenue luce di novembre comincia a svanire al di là di un rosseggiante orizzonte: è giunta l'ora di rincasare. L'anziano avvicina una mano alla tesa del cappello - quasi a voler salutare con riverenza il grande fiume - gira il manubrio e si avvia con una pedalata incerta sulla discesa che dall'argine porta in paese.
Mentre le prime ombre della sera calano sui tetti, si abbandona ad un ultimo pensiero: "Fra un po' farà notte e anche questa piena scivolerà via."

Racconto di Paolo Losi