sabato 30 agosto 2014

#walk#run#ride#unpaese: percorso n° 4

Percorso n° 4
Luzzara: Via Croce
Lido Po Luzzara, Lido Po Riva di Suzzara, argine del Po
Luzzara: Via Croce
10 km circa


Giovedì, 14 agosto 2014 (ore 9.55, 23° circa)

Parto dall'inizio di Via Croce e mi dirigo di buona lena verso il Po: la mattinata fresca e serena incoraggia la mia andatura. Raggiungo dopo pochi minuti la stele che conserva una bella poesia di Oder Scaini (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/alcune-poesie-di-oder-scaini-il-poeta.html), il nostro amato "Om ad Po" scomparso quest'anno (ahinoi!). Gli rendo omaggio con un malinconico sospiro mentre raccolgo le forze per scavallare l'argine maestro e tirare dritto lungo il viale alberato. Poco prima di raggiungere il fiume, mi soffermo alcuni secondi davanti al parco avventura (http://www.forestavventura.com/luzzara/#.VAHqd6OZjXM). Oggi è animato dalle grida di gioia di parecchi bambini, che passano, imbracati e felici, da un albero all'altro sui percorsi sopesi. Sotto di loro, come una rete di sicurezza, vi è lo sguardo protettivo e fiero delle mamme.

Riprendo la corsa e bastano poche falcate per trovarmi sotto la Via Alzaia. Svolto a destra verso i tavoli della Baia 2 (https://www.facebook.com/pages/La-Baia-Luzzara/1488450284715003?fref=ts), il locale all'aperto sulla sponda luzzarese del fiume; subito dopo trovo il bel capanno degli Amici del Po, dove mi concedo un rapido sguardo ai livelli delle piene e delle secche (sopra tutti il cartello della piena record del 2000 - per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/12/lidrometro-ricordi-dallottobre-2000.html). Continuo verso Riva attraversando il sentiero tematico per bambini (il ranocchio innamorato) al termine del quale appare, sulla sinistra, il piccolo porto fluviale di Luzzara. La stradina sterrata che fiancheggia il corso del fiume si inoltra ora nel bosco e di fianco a me sfilano le baracche e gli orti rigogliosi degli Om ad Po: mi sembra ancora di sentire la possente voce di Giorgio (Canova, anche lui scomparso quest'anno, purtroppo) vibrare tra i pioppi (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/giorgio-canova.html). Lascio alle mie spalle l'ultimo casotto e mi trovo già nel comune di Suzzara in provincia di Mantova (il confine tra Emilia e Lombardia qui sembra disattendere ogni logica).

Presto molta attenzione a dove metto i piedi: il terreno è sconnesso e non voglio compromettere le caviglie. Finalmente raggiungo la sbarra che delimita l'accesso al Parco San Colombano, all'interno del quale è proibito l'utilizzo di mezzi a motore. La supero e immediatamente la maestosità del Po mi appare in tutta la sua bellezza. In lontananza l'acqua inghiotte una pagaia e la fatica di un canoista che risale la corrente: l'imbarcazione che scivola sul fiume cattura il mio sguardo facendo volare la mente per qualche dolce istante.

Dopo una svolta a destra mi immetto sul sentiero che porta al piccolo ponte sulla Crostolina (l'antico corso del fiume Crostolo). Lo attraverso e subito prendo a sinistra per raggiungere il Lido Po di Riva di Suzzara e le sue baracche galleggianti. Un gruppetto di anziani chiacchiera nelle vicinanze di una panchina ("Ieri  sono andato a sentire Bagutti" racconta uno); poco più in là, il maggiore di due fratelli lancia una lenza insegnando al più piccolo i rudimenti della pesca. Un uomo a cavallo mi supera mentre affronto la salita che mi riporta sulla sommità dell'argine maestro. La giornata è meravigliosa e mi sento in pace con me stesso e con il mondo.

Seguendo con gli occhi un ultraleggero che volteggia sopra la mia testa, mi dirigo verso Luzzara. Vicino a Riva noto un vecchietto che si ferma davanti alla statua di San Colombano per recitare una preghiera: accanto a lui l'arrugginita e fidata bicicletta. Pochi istanti dopo incrocio una giovane suora missionaria in Graziella: pedala sull'argine sorridendo. Quando in lontananza scorgo la torre civica (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/la-torre-civica.html) e il campanile della chiesa di San Giorgio (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2011/01/il-campanile-compie-100-anni.html), la stanchezza viene meno: sono quasi a casa. In prossimità della Corte San Giuseppe (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/corte-san-giuseppe-una-casa-divisa-tra.html) imbocco la discesa che conduce in paese. Rientro al punto di partenza percorrendo un tratto di Via Neruda e di Via Circonvallazione Ovest.

Paolo Losi

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