lunedì 4 agosto 2014

#walk#run#ride#unpaese: percorso n° 1

 Premessa

Mi piace correre sull'argine del Po: oltre a essere una passione è anche uno straordinario motivo di gioia. Passo dopo passo le gocce di sudore scivolano via insieme ai pensieri, le preoccupazioni si dissolvono, la mente si libera, la vista si ammanta della bellezza del paesaggio circostante. Ogni stagione regala sensazioni, emozioni, colori, rumori che non smettono mai di sorprendermi: la bruma in inverno, le assordanti cicale in estate, il rosso dei papaveri in primavera, le intense sfumature dei pioppi in autunno, il profilo lontano dell'Appennino che si staglia dietro il paese nelle giornate più limpide, le baracche galleggianti sulle sponde del fiume e tanto altro ancora. Guardare Luzzara dall'alto del rilievo più alto della mia terra - undici metri - è una cosa a cui non so rinunciare. E mentre corro, la torre, le chiese, la storia, la campagna, i loghini sfilano davanti a me, e io mi sento dannatamente luzzarese, in armonia con me stesso e con ciò che mi circonda, perfino con le zanzare.

Con questo post comincerò a condividere le mie esperienze e i percorsi lungo i quali amo correre, dopo il lavoro e nei fine settimana. Abbinerò alle mappe e alle indicazioni stradali anche un video in bianco e nero: i colori, che per ora affido alla vostra immaginazione, li dovrete scoprire da soli passeggiando, correndo, pedalando per Luzzara e dintorni.

Paolo Losi

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Percorso n° 1
Luzzara: Viale Filippini >>> Riva di Suzzara: Lido Po
andata e ritorno - 9,5 km circa


Sabato, 2 agosto 2014 (ore 17.00, 31° circa)

Il punto di partenza della mia corsa pomeridiana è in Viale Filippini, di fronte alla torre superstite - ora abitazione privata - del fu castello di Luzzara (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/la-torre-nascosta.html). Dopo pochi metri, alla mia sinistra sfila la facciata dell'ottocentesco Teatro Sociale (per approfondire: http://teatrosocialeluzzara.jimdo.com/) che con tanto impegno e fatica stiamo cercando di recuperare. In un attimo sono già sotto la Torre Civica (per aprrofondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/la-torre-civica.html): per un luzzarese è quasi un obbligo morale, oltre che un segno di riverenza, fare una piccola sosta alzando gli occhi al cielo.

Attraverso rapidamente il centro per imboccare Via Croce e dirigermi verso l'argine maestro. Prima di immettermi sull'asfalto della ciclopedonabile, lancio uno sguardo alla stele che ricorda Oder, il poeta del grande fiume: leggo con partecipazione i versi della poesia "Om ad Po" (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/alcune-poesie-di-oder-scaini-il-poeta.html) e poi svolto a destra in direzione Riva di Suzzara. Dopo alcune centinaia di metri raggiungo Corte San Giuseppe (sulla sinistra, in zona golenale), un edificio storico diviso a metà dalla linea di confine tra due comuni (Luzzara e Suzzara), due province (Reggio E. e Mantova) e due regioni (Emilia R. e Lombardia). Da segnalare la bella torre colombaia e la colonna con i segni delle piene del Po (per approfondire: http://unpaese.blogspot.it/2010/11/corte-san-giuseppe-una-casa-divisa-tra.html). Di fronte all'antica corte, dalla parte opposta dell'argine, si erge la ciminiera della vecchia fornace.

Proseguo lungo il percorso che ora è diventato sterrato. In lontananza, sulla destra, fa bella mostra di sè la Chiesa dell'ex Convento degli Agostiniani (per approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Luzzara). Sempre sulla destra si susseguono i campi coltivati a granoturco: questi terreni, nell'agosto del 1702, furono il teatro di un'importante battaglia nel corso della guerra di successione spagnola (per approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Luzzara).

Continuo a correre con la mia andatura amatoriale. Giunto nei pressi di Riva mi sorprendo ad ammirare il bel campanile della chiesa parrocchiale. Dopo pochi metri, sul ciglio destro della strada, scorgo l'interessante monumento dedicato a San Colombano. Sulla sinistra è invece segnalato l'accesso all'omonimo parco. Sopraggiunge un po' di stanchezza, ma me ne dimentico appena vedo in lontanaza il tetto del ristorante Argento Vivo. Mi asciugo la fronte imperlata di sudore - il pomeriggio è caldo - prima di affrontare l'ultimo tratto prima della meta.

Dopo un breve pezzo di strada asfaltata, ecco finalmente la discesa che conduce all'osteria e alle sponde del Po. Mi fermo alcuni minuti per prendere fiato e contemplare le baracche che galleggiano sull'acqua del fiume. Adoro questo posto!

Affronto il ritorno percorrendo la medesima strada. Avvicinandomi a Luzzara, la skyline del paese sempre più prossimo incanta il mio sguardo: la torre e il campanile svettano sugli altri edifici del centro. Giunto nuovamente nei pressi di Corte San Giuseppe, svolto a sinistra prendendo la discesa che conduce in paese. Una piccola sosta di fronte ad un vecchio portone  e poi di nuovo sotto la Torre, pronto per rientrare a casa.

P. L.

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