sabato 21 dicembre 2013

Bar Sport Gilberto: un ricordo di Paolo Mora

Proprio ieri ho letto con grande amarezza che ha chiuso i battenti il Bar Sport o come meglio era conosciuto a Luzzara, “dai Fedaen”. Mio padre, conosciuto a Luzzara col soprannome di Nino o Ninola, lo frequentava. Ma il mio personale rammarico per la chiusura nasce dal ricordo della persona a cui era dedicato il bar.
Il nome per esteso, che ancora è presente all’ingresso, è “Bar Sport Gilberto”. I miei ricordi sono legati a Gilberto: simpatico, estroverso e con una testa piena di capelli ricci e ribelli. Eravamo amici, frequentavamo assieme l’oratorio ed ovviamente anche lui faceva parte del nutrito gruppo di ragazzi che animavano la Radio dell’Oratorio (Radio ELP). Gilberto non parlava al microfono, aiutava gli altri conduttori e quando c’era qualche spazio vuoto, gestiva spazi musicali senza commento. Questo era dovuto ad un suo difetto: era balbuziente e, come se fosse davanti a me ora, ricordo la leggerezza con cui superava quella che, per molti, poteva essere una difficoltà.
Ricordo quando in occasione di un mio compleanno (forse 16 o 17 anni!), Gilberto aveva organizzato una festa a sorpresa nelle sale della Radio. Tra tutti i ragazzi aveva raccolto i soldi per offrirmi in dono una medaglietta (che conservo ancora) a forma di lametta da barba, con inciso sopra “In barba a tutti, auguri Paolo”.
Il ricordo più spassoso è accaduto invece al mitico Cinema Pace. Quella domenica pomeriggio proiettavano un film divertente, di cui non ricordo il titolo, di certo era la classica commedia all’italiana. Durante la proiezione da un'esilarante battuta dell’attore scaturisce una corale risata. Anche Gilberto si era messo a ridere, ma essendo balbuziente anche nella risata, il suono della sua ilarità uscì con un leggero ritardo, nel silenzio della sala, come un solista. Gli spettatori che conoscevano Gilberto, avevano capito quanto accaduto, e a loro volta sono scoppiati in una fragorosa risata alla quale, col consueto ritardo, fece di nuovo eco Gilberto.

Ma il momento più toccante - che ancora oggi mi emoziona profondamente - è anche l’ultima immagine che ho di lui: un pomeriggio arrivò all’Oratorio e si tolse la cuffia, mostrando la testa priva di capelli, persi per le cure a cui era sottoposto. Forse ero troppo giovane per capire il male che lo affliggeva.

Paolo Mora