domenica 10 novembre 2013

Il Philadelphia Museum of Art incontra Un paese

Foto realizzata da Lorenzo Davoli con la sua vecchia Rolleiflex

Il 15 ottobre scorso Luzzara ha ricevuto la visita di uno dei più importanti musei americani che si occupano di fotografia, il quarto in ordine d’importanza degli Stati Uniti: il Philadelphia Museum of Art.
Leggendo questa notizia, un ignaro furaster chiederebbe immediatamente: “Qual è il legame esistente tra una grande metropoli americana e un piccolo centro della bassa reggiana? Tra un’importante e ricca istituzione culturale d’oltreoceano e la nostra piccola fondazione di paese?” La risposta di un luzzarese probabilmente sarebbe immediata: “E’ sempre colpa di quei due, Paul Strand e Cesare Zavattini, gli autori di quel capolavoro che è il libro fotografico Un paese!”
Ma partiamo dall’inizio.

Nell’aprile del 2012 pubblicai su questo blog gli stralci di alcune lettere scritte da Paul Strand all’amico luzzarese Valentino Lusetti che - grazie alla conoscenza della lingua inglese appresa in un campo di prigionia nel corso della seconda guerra - tra il 1952 e il 1954 fu la preziosa guida del grande fotografo americano durante le visite nel nostro territorio per la realizzazione di Un paese. Le fotocopie dei manoscritti mi erano state generosamente consegnate da Emer Sighinolfi che, a sua volta, le aveva avute in dono direttamente dal Sig. Lusetti. Dopo solo pochi mesi dalla pubblicazione - eravamo nei terribili giorni del post terremoto - ricevetti con enorme sorpresa una mail da Philadelphia:

Angela, Emer, Lorenzo

“I work at the Philadelphia Museum of Art (USA) where I am researching the work of Paul Strand. We plan to exhibit Strand’s photographs and films here in 2014 and in the meantime we are learning as much about Strand as we can. Strand’s photographs of Luzzara will be a very important part of the exhibition; I think it is some of his strongest work. So I was very happy to find your blog about Luzzara, and especially happy to see the letters from Strand to Valentino Lusetti that you posted.”

Era Amanda Bock, una delle curatrici del dipartimento di fotografia del museo americano, che mostrando un grande interesse per il materiale pubblicato sul blog, mi comunicava che nel 2014 a Philadelphia si sarebbe tenuta una mostra antologica dedicata a Paul Strand, e che le fotografie scattate a Luzzara negli anni '50 per il progetto Un paese sarebbero state una delle parti più importanti dell’evento! Prontamente le inviai la copia elettronica delle lettere e le chiesi di tenermi aggiornato.

Passarono parecchi mesi senza nuove d’oltre Atlantico, ma nella calda estate di quest’anno, in risposta ad una mia richiesta d’informazioni, arrivò una sorprendente e inaspettata notizia: il prestigioso Philadelphia Museum of Art... ci avrebbe fatto visita!
Il loro intento, infatti, era non solo quello di vedere dal vivo il paese dove Strand scattò, a detta di molti, alcune tra le sue migliori fotografie, non solo quello di camminare per le strade di un luogo divenuto mitico per la storia della fotografia, ma anche quello di organizzare un convegno per presentare il loro progetto espositivo ad altri musei del vecchio continente. Questo per fare in modo che, una volta conclusa negli States, la mostra dedicata a Strand potesse trovare casa  anche in Europa. E il luogo scelto per le giornate del convegno è stato nientemeno che Luzzara.
Per gestire al meglio questa enorme opportunità, mi misi immediatamente in contatto con l’amico Simone Terzi - il responsabile delle attività culturali di Fondazione Un Paese - per affidargli l’organizzazione dell’incontro e l’incarico di guidare gli illustri ospiti all’interno della storia fotografica e culturale del nostro paese, nonché per raccontare di quella cultura zavattiniana che è stata componente così rilevante per la riuscita del progetto di Un paese.
Il resto è cronaca recente e la giornata che abbiamo trascorso – con me c’era appunto Simone, e ad accompagnarci Daniela Boarolo in veste di traduttrice, Lorenzo Davoli, Emer Sighinolfi e Mirko Anselmi - è stata davvero da ricordare. A partecipare al convegno, tra il 13 e il 16 ottobre scorso, oltre a cinque rappresentanti da Philadelphia c’erano i responsabili e i ricercatori di tre prestigiose ed importanti realtà culturali europee che si occupano di fotografia: il Victoria and Albert Museum di Londra, la Mapfre Foundación di Madrid e il Fotomuseum Winterthur (Svizzera).
Il 15, il giorno riservato alla visita a Luzzara, li abbiamo accolti in Teatro dove, dopo i saluti di rito, con grande interesse dei nostri ospiti, Simone ha presentato l’archivio fotografico conservato da Fondazione Un Paese: particolare attenzione è stata dedicata alle fotografie di Hazel Kingsbury Strand - corollario del progetto Strand-Zavattini - a quelle di Stephen Shore e, passando per il Berengo Gardin di Un paese vent’anni dopo, a quelle del recente progetto Luzzara. Cinquant’anni e più...
 
Angela Secchi ieri e oggi

Tra i momenti più toccanti, ricordo l’incontro con Angela Secchi, fotografata da Strand all’età di 9 anni: prima edizione del libro alla mano, ha risposto alle domande dei nostri ospiti con una grazia e una gentilezza che li ha davvero emozionati (e noi con loro). Dopo un saluto del Sindaco Andrea Costa, la seconda parte della giornata è stata riservata alla visita dei luoghi dove Paul Strand e sua moglie Hazel fotografarono, un percorso che ha attraversato le vie del centro storico per condurci a scoprire scorci e punti d’osservazione sempre nuovi e sempre visitati; fino ad arrivare, dopo una suggestiva panoramica dalla torre civica, alla golena e a Po, fondamentale luogo dell’anima, centrale nell’immaginario e nella storia culturale di Luzzara. Rientrati in Teatro, dopo l’immancabile foto di gruppo, abbiamo salutato i nostri ospiti che ci hanno sinceramente ringraziato per la nostra premurosa accoglienza.
Insomma, un giorno davvero speciale, che speriamo ponga le basi per future e importanti collaborazioni.

Il 16 ottobre del 2014 inaugurerà a Philadelphia la mostra su Paul Strand: Luzzara ci sarà.

Paolo Losi (con la collaborazione di Simone Terzi)