sabato 9 novembre 2013

Il Parco delle Rimembranze



Il 28 Giugno 1935 il regio Podestà Signor Comm. Dott. Ferdinando Boccalari, assistito dal Segretario Capo del Comune Cav. Alfredo Conti, con delibera n. 48 decidono di erigere a “Parco delle Rimembranze” il viale che partendo dal centro dell’abitato di Luzzara conduce alla Stazione Ferroviaria, ora denominato Viale Vittorio Veneto.
Prima di allora, dedicato a “Parco delle Rimembranze” già da parecchi anni, era il piccolo e corto Viale che dal Carrobbio conduce alle Scuole Elementari. L’occasione era anche quella di riordinare questo Viale che non conservava più la particolarità a cui era dedicato. Infatti data la sua ubicazione a ridosso della strada principale che dal paese porta verso Suzzara, era utilizzato come luogo di sosta di carovane di passaggio. Inoltre il numero degli alberi che arredavano il Viale, risultava di gran lunga inferiore al numero dei caduti (158), causando anche delle omissioni. Riparare all’insufficienza del numero delle piante era impossibile in quanto per ragioni di spazio e di estetica non c’era la possibilità di aggiungerne altri.
Il progetto di erigere il viale alla stazione a “Parco delle Rimembranze” fu considerato per la sua ubicazione ed ampiezza, per il numero degli alberi che già erano presenti, per gli edifici pubblici e di educazione che vi sorgevano (Scuole Elementari Maschili e Femminili e Asilo Infantile).
L’intento di dedicare il Viale alla Stazione quale “Parco delle Rimembranze” era però nata non dall’esigenza di offrire un miglior decoro alla memoria dei caduti, ma dalla richiesta del Comune di Luzzara di utilizzare quello spazio per intrattenimenti danzanti e feste all’aperto. Con lettera del 13/06/1935 il Podestà di Luzzara chiedeva di poter usare quel “corto e piccolo Viale Comunale … trascurato poi e che non serba segni, targhe o particolarità di sorta attinenti alla sua creazione. A beneficio dell’Ente Opere Assistenziali chiedo poterne usare per Lotterie, trattenimenti danzanti e feste all’aperto, non essendovi altro luogo stagionale adatto. Nessun rilievo d’irriverenza può venir elevato perché lo scopo è nobilmente contingente ed anche perché tale piccolo viale aperto alla circolazione è servito fino ad oggi quale piazzetta di sosta a carovane di zingari.”
Il Prefetto risponde in data 21/06/1935 invitando il Podestà ad esaminare la possibilità di creare un nuovo “Parco delle Rimembranze” senza grande spesa per il Comune.
Il 26/06/1935 il Podestà risponde immediatamente al Prefetto, asserendo che subito e senza grande spesa, poteva essere deliberato un nuovo “Parco delle Rimembranze”. Nella risposta il Podestà indica anche chi sarà a gestire il luogo, invitando il Prefetto ad esprimere il suo consenso in tempi brevi perché l’inaugurazione era prevista già per il 30/06/1935 (!). “In relazione al contenuto del sopra indicato, può subito, - senza grande spesa essere deliberato un nuovo Parco delle Rimembranze. Il locale Dopolavoro si varrebbe per i mesi di Luglio, Agosto e Settembre dell’attuale luogo per trattenimenti Benefici. Farebbe con domenica ventura, 30 corrente, l’inaugurazione d’essi, se V. E. favorisse in tempo il Suo benevolo consenso. L’iniziativa è ben veduta dal paese, ormai privo di teatro, di Cinema e di altro ambiente dilettevole chiuso od aperto. Ossequi.”
Il Prefetto non tardò nella risposta e con sua lettera del 26/06/1935 rilascia il proprio consenso a condizione che ci sia la possibilità di creare un nuovo “Parco delle Rimembranze”, senza eccessiva spesa per il Comune e che ne venisse data notizia anche a mezzo del “Solco” (giornale di propaganda fascista).
In seguito il 28/06/1935 viene deliberata l’erezione del Viale alla Stazione a “parco delle Rimembranze” e su “Il solco fascista” del 03/07/1935, viene pubblicato un trafiletto (vedi foto) dove si comunica che il Viale che dal Paese conduce alla Stazione Ferroviaria sarà destinato a nuovo Parco delle Rimembranze.
Nel piccolo e corto Viale nasceva quella che molti ricordano come “La Grotta Verde”.
Ricerca di Paolo Mora