sabato 29 giugno 2013

Un paese e Philadelphia


Quando nel 2009 insieme a Lorenzo e Mirko diedi vita a questo blog, mai avrei pensato di ricevere visite (in carne e ossa) da Philadelphia. Sembra incredibile, ma l'improbabile evento si è concretizzato in questi giorni (miracoli del Web 2.0!). David, fotoreporter del Philadelphia Inquirer, ha attraversato l'Atlantico per raggiungere Luzzara, e i "colpevoli" sono sempre quei due: Paul Strand e Cesare Zavattini. Partiamo dall'inizio.

Primavera / Estate 2012 - Nell'aprile del 2012 postai su questo sito gli stralci di alcune lettere scritte da Strand all'amico Valentino Lusetti (la guida luzzarese del fotografo durante la realizzazione del libro  "Un paese"). Le fotocopie dei manoscritti mi erano state gentilmente consegnate da Emer Sighinolfi - a cui sono infinitamente grato -  che, a sua volta, le aveva avute in dono direttamente dal Sig. Lusetti. Dopo solo pochi mesi dalla pubblicazione (eravamo nei terribili giorni del post terremoto) ricevetti con enorme sorpresa una mail dal Philadelphia Museum of Art. Amanda, una delle curatrici, mostrando un grande interesse per il materiale pubblicato sul blog, mi comunicava che nel 2014 a Philadelphia si sarebbe tenuta una mostra dedicata a Paul Strand e che le fotografie scattate a Luzzara negli anni '50 sarebbero state una parte importante dell'evento. Felice per la bella notizia, inviai al museo la copia elettronica delle lettere.

Primavera 2013 - Dopo parecchi mesi senza nuove da oltre oceano, il 23 maggio scorso inaspettatamente visualizzai sullo schermo un nuovo messaggio, sempre da Philadelphia; David, di professione fotoreporter, mi scriveva della sua intenzione di visitare Luzzara per raccontare una storia da mettere in relazione alla mostra dedicata a Strand. Avvisai subito Simone (il coordinatore dei progetti culturali della Fondazione Un Paese) e risposi al giornalista che mi comunicò la data del primo incontro.


27 giugno 2013 - Sono quasi le 13.00. Insieme a Simone e Paola (nominata sul campo interprete ufficiale) attendo David di fronte al ristorante "La Cantoniera". L'ospite arriva puntuale a bordo di una Panda rossa, lo accompagna la moglie Kim. Dopo le cordiali presentazioni di rito ci spostiamo verso un tavolo apparecchiato coi libri degli autori che nel tempo si sono succeduti nel difficile compito di raccontare, con  l'obiettivo e le parole, Luzzara e i luzzaresi. Mentre David sfoglia con interesse le pagine dei preziosi volumi, Simone è prodigo di informazioni. Il giornalista ci rende partecipi della sua intenzione di realizzare un reportage sul nostro paese per scoprire, tra le altre cose, quali sono i sentimenti che provano i luzzaresi di oggi per le vecchie foto di Paul Strand. Chiedendoci un aiuto per la pianificazione del suo lavoro (supporto che ovviamente offriremo con entusiasmo), ci comunica che nei mesi invernali (e probabilmente anche nel 2014 in primavera) tornerà per una decina di giorni per realizzare foto e interviste. La fame comincia a farsi sentire e ci accomodiamo a tavola. Misto di salumi, parmigiano-reggiano, tortelli, cappelletti in brodo e lambrusco soddisfano gli occhi e il palato dei nostri nuovi amici. Durante la conversazione, infilo qualche parola in dialetto (ovviamente con relativa traduzione in inglese) che gli ospiti apprezzano sorridenti. Dopo pranzo ci dirigiamo in centro per una breve visita. Incontriamo Silvio Barilli e mentre ci concediamo quattro chiacchiere, David non manca l'occasione per scattare alcune foto. Il pomeriggio sta volgendo al termine e non ci resta che raggiungere il fiume. Sotto la baracca degli amici del Po punto l'indice in direzione del segno della piena del 2000: David e Kim spalancano gli occhi increduli. Camminiamo fino al porticciolo per poi rientrare verso il parcheggio adiacente al nuovo chiosco. Mentre dal cielo cominciano a cadere alcune gocce di pioggia, ci salutiamo calorosamente dandoci appuntamento al prossimo inverno.

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Paolo Losi