domenica 14 novembre 2010

Ricordo di Godspell - Teatro della Macina di Luzzara


Il 15 dicembre 1995 ho regalato al mio amico Sergio Reggiani il cd di un'opera rock di cui egli stesso mi aveva parlato: Godspell, di Stephen Schwartz e John-Michael Tebelak. L'ho trovato per caso in chissà quale negozio di dischi, e solo molto tempo dopo venni a sapere che non si trattava nemmeno dell'edizione originale, ma di un remake profondamente diverso negli arrangiamenti (Il titolo esatto era "CC Productions Performs Godspell").
Mai regalo fu più avventato e pericoloso. Da lì iniziò a formarsi nelle nostre menti il desiderio di rappresentare quest'opera. Iniziammo a tradurre i testi delle canzoni, il copione reperito su internet (all'epoca trovare materiale in rete non era così facile...), e a realizzare le basi. Riuscimmo anche a reperire la VHS del film che il parroco di allora della parrocchia della Sacra Famiglia di Suzzara aveva anni prima registrato dalla RAI. Tania e Polly ci affiancarono da subito in ogni momento della preparazione. Qualche mese dopo eravamo pronti per presentare un progetto che, partendo dal nostro piccolo mondo di ancor più piccole esperienze artistiche, ci sembrava enorme. Un musical vero e proprio, non un recital parrocchiale o giù di lì, realizzato con mezzi amatoriali, che coinvolgesse un numero relativamente ristretto ma necessariamente affiatato di persone, disposte a calcare il palcoscenico, lavorare dietro le quinte, cantare dal vivo, donare un'infinità di tempo. L'avventura si allargò quindi a un gruppo di dilettanti coinvolti, responsabilizzati, entusiasti.
I dieci attori erano sempre in scena, la scenografia era composta (e "componibile") da dieci cubi di legno colorati che fungevano di volta in volta da sedie, teatro di burattini, scalinate. Il coro, fuori scena, e i solisti sul palco cantavano dal vivo sulle mie basi registrate, con qualche arrangiamento diverso da quelli cui avevo attinto. Paolo "Pilo" Corradini si occupò delle coreografie, e riuscì alla grande nell'improbabile impresa di far ballare una compagnia senza alcuna esperienza. Iuri Bolondi fu il protagonista, Gesù, mentre tutti gli altri attori avevano ruoli intercambiabili. La licenza più grande che ci siamo presi è stata quella di aggiungere la Resurrezione al finale originale, che si conclude con la morte. Qua e là abbiamo messo alcune trovate che non erano presenti nel testo originale che tuttavia ne hanno sicuramente rispettato lo spirito gioioso e scanzonato, ma mai irriverente (come qualcuno ha accusato sulle pagine de La Libertà, travisando il messaggio di fondo).
Il nostro nome era Teatro della Macina, in richiamo al gonzaghesco Palazzo della Macina corrispondente all'oratorio di Luzzara, e anche un po' in risonanza ai nomi delle compagnie teatrali (Teatro della Munizione, Compagnia della Rancia) che portavano in giro in tutta Italia i musical più famosi.
Sulle vecchie pagine web del Teatro della Macina, ora ospitate da NoteSparse, sono elencate le nostre rappresentazioni. Indimenticabile la prima assoluta, il 14 luglio 1998 in piazza Toti a Luzzara (oggi piazza Iscaro), durata non più di 20 minuti a causa del più abbondante, lungo e violento nubifragio degli ultimi anni. Per fortuna ci siamo ripresi velocemente dallo shock per arrivare a replicare il 2 agosto in Piazza Prampolini a Reggio. Godspell ha raccolto e distillato molto di quanto imparato gli anni precedenti con le varie attività del coro a 4 voci, in primis i Concerti di Natale, e delle compagnie teatrali locali. Ad oggi un'esperienza di musical così intensa ed emotivamente coinvolgente a Luzzara non si è ancora ripetuta: ben vengano le nuove generazioni a fare di più e meglio!
Mi sento ancora estremamente riconoscente verso tutti quelli che hanno reso possibile ogni fase del progetto, e ringrazio tantissimo anche Paolo Losi che, portando su YouTube un pezzo della sua videoripresa di Godspell, mi ha offerto lo spunto per raccontare questa storia.

Domingo Davoli