sabato 20 novembre 2010

L'idrometro "San Giuseppe"

Sull’argine maestro del Po, poco a nord della salita che da Via Croce porta in Viale Po, esiste tuttora un manufatto che conserva la memoria del fiume e della sua gente: l'idrometro. Il manufatto giace sulla scarpata dell’argine maestro sul lato verso la golena del Po ed è costituito da una scalinata in muratura rivestita in marmo bianco, che partendo dal piede dell’argine arriva fino alla sua sommità. A fianco della scalinata vi sono delle piastre di marmo con delle tacche su ogni centimetro e dei chiodi su ogni metro di quota; esso serve per misurare la quota altimetrica delle varie piene del fiume che raggiungono l’argine maestro. Non si hanno notizie certe di quando avvenne la sua costruzione, che probabilmente risale al XIX secolo; di certo esisteva nel 1907 durante la famosa piena del Po, come risulta dalla cartolina riportata di seguito.

Cartolina della piena del 1907 nella quale si vede l’idrometro - Collezione Paolo M.

Alla struttura originaria furono fatte delle aggiunte almeno due volte nel corso del tempo: negli anni successivi alle piene del 1907 e 1917 infatti l’argine venne rialzato di circa 80 cm e di conseguenza l’idrometro fu portato all’attuale quota di 10 metri , corrispondenti alla sommità dell’argine fino al dopoguerra. Già negli anni ’30 del XX secolo l’idrometro era denominato “San Giuseppe”, perché si trova in vicinanza della omonima corte “San Giuseppe”, di proprietà della famiglia Aldrovandi, la quale, vicino alla corte stessa, possedeva un oratorio dedicato al Santo, che venne demolito nel 1934 dall’autorità di bacino del Po per permettere il rialzo dell’argine in quel punto (cfr. libro “Grandi e Piccole Storie” di C. Bonazzi, pag. 72). Dopo la piena del novembre 1951 gli argini vennero rialzati nuovamente e all’idrometro venne aggiunto un soprasoglio in cemento senza scala graduata, solamente per permettere l’accesso all’idrometro. Negli anni 1997-98 l’idrometro venne salvato dalla sepoltura. In questo periodo l’argine fu di nuovo rialzato e rinforzato ai lati con una “scarpa” aggiunta al lato verso la golena, ed è ormai famosa la vicenda dell’idrometro salvato in cambio di una cassa di vino offerta da uno dei volontari che si è sempre occupato del manufatto. Negli ultimi anni ha visto il passaggio di altre due piene “storiche”: quella del 1994 (m 9,64) e quella del 2000 (m 10,30). Durante quest’ultima piena, per permettere la misurazione del livello, visto che la scala graduata finisce a 10 metri, fu necessario aggiungere un’asse di legno infissa verticalmente a terra, sulla quale vennero segnate delle tacche con un pennarello.

Particolare del segno della massima piena 1907


Asse di legno aggiunta all’idrometro durante la piena del 2000


Nel 2009, a seguito di lavori di ruspatura sull’argine, l’idrometro è stato “sfregiato” da una bennata dalle ruspe dell’AIPO, ma grazie ancora una volta ai famosi volontari è stato di nuovo salvato e segnalato con dei pali infissi sulla scarpata, in modo da evitare che in futuro venga deturpato. L’idrometro è chiamato comunemente dai luzzaresi “il Geometro”, termine che forse deriva da una storpiatura del termine "idrometro" associato alla parola "geometra", che nel pensiero popolare era colui che sapeva prendere le misure. In ogni caso comunque il termine "geometro", rispetto alla parola “idrometro” rendeva molto meglio l'idea della misurazione. Il manufatto è sempre stato ripulito e mantenuto accessibile da volontari del luogo, ma purtroppo, nonostante la dedizione di queste persone e al costante lavoro di pulitura dalle erbacce, l’idrometro versa in condizioni di manutenzione molto precarie: il marmo è incrostato, corroso e sporco - i dati risultano di difficile lettura - oltre ad essere rotto in diversi punti. Nonostante lo stato in cui di trova e l’incuria degli anni, questa costruzione è tuttora di grande utilità in quanto è l’unico manufatto presente in territorio luzzarese in grado di dare un parametro di misura delle piene del Po; se non esistesse, dovremmo riferire le piene a idrometri di paesi vicini come Riva di Suzzara o Boretto. Sarebbe auspicabile un interessamento da parte degli enti locali che ne permetta un recupero e un restauro come manufatto idraulico storico presente nel nostro territorio. Oltre all’idrometro San Giuseppe, segnaliamo che sulla via Alzaia, proprio a ridosso del fiume e di fronte all’arrivo di Viale Po (contro alla via alzaia stessa), esiste una scalinata in cemento, ormai coperta di erbe, sterpaglie e fango, che un tempo era anch’essa graduata, con tacche segnate sul cemento con vernice rossa. Di questo idrometro “artigianale” esiste una foto, che riportiamo:


Sarebbe interessante poter recuperare anche questo idrometro, che ormai versa in condizioni pessime.

IDROMETRO: ISTRUZIONI PER L’USO

Particolare della scala graduata dell’idrometro

La lettura dell’idrometro al primo colpo d’occhio potrebbe risultare di non facile interpretazione. Infatti, la scala graduata presenta tacche vuote (scavate nel marmo) e tacche piene. I centimetri corrispondono a ciascuna di queste tacche piene e vuote, una in successione all’altra (una piena, una vuota e così via). Ogni decina è segnata con un numero da 1 a 9 e a metà dei decimetri è presente una tacca che segna i 5 cm. Le quote riferite ai metri “pieni” infine sono contrassegnante da numeri romani e da una borchia infissa nel marmo. Di seguito riportiamo un disegno esplicativo della scala graduata dell’idrometro.

Schema di lettura della scala dell'idrometro

Lo zero idrometrico dell’Idrometro di Luzzara si trova a quota + 16,792 sul livello medio del mare ed il livello di guardia è a quota + 5,50 sullo zero idrometrico.

A cura di Mirko Anselmi, Lorenzo Davoli e Lorenzo Gorni