domenica 14 novembre 2010

La torre civica

La torre civica di Luzzara è il simbolo del paese che caratterizza il centro abitato e il paesaggio delle campagne circostanti. Sulla sommità dei suoi 55 metri ( vai a "Quel giorno in cui misurammo la torre" ), che ne fanno una delle torri più alte della provincia di Reggio Emilia, svetta la croce con il luccio (luccio presente anche sullo stemma del comune di Luzzara). La torre è composta da 11 piani fuori terra - compreso il terrazzino sopra la cupola - più un piano sotterraneo profondo 2,30 metri, che un tempo era fuori terra in quanto originariamente la torre poggiava sul fondo dei fossati del castello di Luzzara, che sono stati completamente ricoperti nei primi del ‘900 per creare l’attuale piazza della Torre. I muri della torre alla base hanno una larghezza di ben 1,70 metri che si riducono al salire verso la cima fino al secondo castello sopra le campane, dove lo spessore si riduce a “soli” 60 cm. Le scale in ferro, da terra fino al piano delle campane, sono composte da 147 gradini, mentre per raggiungere la cima vi sono circa altri 100 scalini a pioli. La torre è agibile solo fino al piano delle campane e viene aperta raramente al pubblico. Dalla sua cima si gode uno spettacolare panorama che, nelle giornate più terse, rende possibile scorgere le città di Mantova e Reggio Emilia e tutti i paesi limitrofi. Il castello della torre è dotato di 4 campane: oltre al “Campanòn” (nota Re basso), vi sono la campana delle ore (Fa diesis), quella delle mezz’ore (La) e la campana più piccola (Re alto), che attualmente suona subito dopo i rintocchi del mezzogiorno, ma che un tempo suonava alla mattina per richiamare i bambini a scuola. ( vai al video ) La torre venne eretta nel XVIII secolo e la sua costruzione durò parecchi anni. Le vicende che portarono alla sua realizzazione iniziarono il 20 ottobre 1702, in seguito agli eventi della Battaglia di Luzzara, quando i Francesi, prima di abbandonare il paese, fecero saltare con delle mine una parte del palazzo Gonzaga posto nel castello di Luzzara, e la Rocca con la sua imponente torre, simbolo del Paese. Dopo anni di guerre e di abbandono però maturò negli abitanti di Luzzara la volontà di ridare al paese i simboli perduti della sia identità, fu così che a seguito di tali richieste il Duca Ferdinando con suo decreto del 20 Giugno 1716 permise alla comunità di Luzzara di questuare vini e biade in tutto il territorio luzzarese, ed accordò che con tale questua e coi materiali delle demolite torri, rocca e fortificazioni si fabbricasse una nuova torre per riporvi le campane. (1) Dopo anni di questue, finalmente il consiglio comunale, con un atto del 16 Marzo 1724, stabilì di fabbricare la torre. Poco dopo iniziarono i lavori, ed alcuni anni dopo il duca Antonio Ferdinando Gonzaga fornì alla comunità di Luzzara i legnami occorrenti per la incominciata erezione della torre, i quali legnami erano stati utilizzati in precedenza per l'erezione della Torre di Guastalla.(1) I soldi però terminarono presto e con decreto del 28 Giugno 1737 Maria Eleonora Darmelestat Duchessa di Guastalla autorizzò una nuova raccolta fondi per la torre, che rimase superiormente quadrata. Nel 1740 si stabilì di portare a termine l'edificazione, ma ancora una volta i lavori vennero interrotti per la mancanza di denaro. (1) Il 6 agosto 1762 i falegnami Scaravelli di Guastalla fecero i nuovi i telai delle campane, ma i lavori per la costruzione della torre si erano nel frattempo interrotti. Nel luglio 1780 si ricominciò l'opera, che fu portata a termine dal muratore Bovi e dal falegname Felini il 15 Agosto seguente. Il 15 Settembre 1780 fu posta sul luogo la croce col luccio, si cominciò a coprire il cupolino di piombo portando a termine il lavoro il 23 Settembre stesso, mentre il 6 Ottobre fu posta sul luogo la ringhiera. (1) Completata l’opera furono installati due orologi (uno a nord e uno a sud) orientati sull’asse principale del paese. Per il computo delle ore venne adottato per la prima volta a Luzzara il sistema dell’orologio ultramontano o alla francese (l’attuale sistema di conteggio delle ore) e venne abbandonato il precedente sistema che presentava un orario riferito a parametri variabili a seconda delle stagioni, come .ad esempio il tramonto e l’Ave Maria (2).

Nella foto la torre civica nei primi anni del ‘900 (ca
rtolina inviata da Fabrizio Berni - collezione Mario Berni). Si noti il vecchio quadrante sud dell’orologio, più in basso dell’attuale e l’assenza del quadrante a est (verso viale Filippini).

Nel 1836 venne rifusa la campana Maggiore, detta dai luzzaresi “Campanòn”, come si evince dall’epigrafe riportata sulla campana attuale, copi
ata dall’originale. Il 22 aprile 1837 alle ore 9 un fulmine si abbatté sulla torre danneggiando seriamente uno dei quadranti degli orologi (2). Nel 1892 venne di nuovo rifuso il “Campanòn” dalla ditta De Poli di Vittorio Veneto utilizzando il materiale della campana precedente (2). Questa campana però non durò molto, infatti nel 1936, a seguito della vittoria della Guerra in Etiopia, venne suonato a distesa il Campanòn, che in quell’occasione crepò e rimase inservibile fino al 1973, quando venne nuovamente rifuso e collocato nell’attuale posizione dalla ditta Capanni di Castelnovo Monti.

Disegno del ponteggio per il restauro della torre del 1922 conservato presso l’ufficio tecnico comunale di Luzzara.

Nel 1922 la torre venne restaurata e durante i lavori furono sostituiti i vecchi quadranti degli orologi, originariamente due, costruendone un terzo verso la stazione, in quanto il paese, dopo la costruzione di viale Filippini nei primi anni del XX secolo, si era espanso verso est ( vai a "Il vecchio quadrante dell'orologio" ). In seguito, grazie alla sua altezza, venne utilizzata come torre piezometrica per l'acquedotto comunale, e fu utilizzata fino alla costruzione dell'attuale torre dell'acquedotto in via Tomba. Agli inizi degli anni '60 venne collocata alla base della torre, sul lato prospiciente la strada, un’edicola per giornali che
venne demolita nel dicembre 1987. ( vai a "L'edicola sotto la torre" ) Nel 1994 vennero sostituite le vecchie scale di legno, ormai consumate ed inservibili, con le attuali scale di ferro e fu eseguita una pulitura generale dell’edificio dal guano degli uccelli, mentre nel 2002, a seguito dei danni provocati dal sisma del 1996, vennero eseguite opere di consolidamento, che furono ultimate nel mese di aprile (nell'immagine sottostante i lavori del 2002 - foto di Paolo Losi)

Infine il 30 aprile 2009, grazie ad una donazione d
ell'emerito Arciprete di Luzzara, Mons. Alessio Ferrari, è stata collocata la lapide commemorativa nella nicchia vuota posta sopra la finestra del primo piano, forse pensata già in origine per questo scopo. Il Testo di questa lapide è stato formulato diversi anni fa dal prof. Zagni di Reggiolo e contiene il seguente iscrizione: PERINSIGNIS TVRRIS HAEC DE IURE PUBLICO POPVLI LVI ANNIS ANTE INCHOATA ANNO TANDEM MDCCLXXX MIRO ARTIFICIO PERFECTA THOLO CRVCEQUE SVPERIMPOSITIS ERECTA FVIT RVINIS ANTIQVISSIMI CASTRI QVOD LODOVICVS I GONZAGA INSTRVXIT LVCIARIAE A.D. MCCCLXXV

Traduzione: Questa molto insigne torre di ragione del comune, iniziata 56 anni prima, venne terminata dell’anno 1780 con mirabile perizia e fu posta sulla cupola la croce. Fu eretta dalle rovine dell’antichissimo castello che Ludovico I Gonzaga costruì a Luzzara nell’anno del Signore 1375.

Note:

1 - Dalle Memorie "Palazzi"
2 - Da "Grandi e piccole storie" di C. Bonazzi - Circolo Culturale Torre, edizioni Omnia 1997

Mirko Anselmi