domenica 14 novembre 2010

Gli anni '70: l'oratorio e le feste danzanti

Pochi giorni fa, mentre rovistavo tra gli scatoloni dell’ultimo trasloco, mi è capitata tra la mani una scatola che non ricordavo di avere. Aperta ho trovato delle vecchie pellicole girate in super 8 e sulla custodia di plastica “Festa Oratorio”. Il giorno dopo mi sono recato in un negozio di fotografia specializzato per riversare i filmati ritrovati in un più moderno ed accessibile DVD. La curiosità era davvero tanta e già dalla prime immagini nella mia mente sono affiorate lontane sensazioni. Risulta difficile riassumere in poche righe i ricordi di fanciullo prima ed adolescente poi, legati all’oratorio di Luzzara. Quanti sogni in quegli anni trascorsi all’Oratorio inconsapevoli della maturità che arriva in un attimo. Noi ragazzi vedevamo un luogo dove potersi incontrare, per giocare e divertirci mentre ai genitori questo luogo offriva sicurezza. Un ricordo ancora vivo nella mente, sono appunto le feste, in particolare le prime serate danzanti. Era il tempo della disco music e delle luci psichedeliche a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Venivano organizzate nel teatrino delle suore, l’asilo parrocchiale, in occasione del Carnevale o del Capodanno o altre ricorrenze. Don Luigi preparava il grande cartellone per promuovere la serata, i ragazzi della radio si dedicavano alla scelta della musica mentre i più grandi pensavano alle luci e ai giochi. Eravamo impacciati con i primi passi di ballo, le coreografie spontanee di gruppo per emulare “La febbre del sabato sera”, i primi ingenui approcci con le ragazze ballando alcuni lenti con la scusa del gioco della scopa. A quel tempo si usavano le cassette, i 45 giri o gli “ellepi”. A quel tempo c’era l’innocenza della primavera della vita. Nonostante le immagini insicure, sbiadite e senza sonoro, la sensazione di essere ancora a quella festa era davvero forte. Poi ad un tratto diventai “grande”, feci delle scelte che mi allontanarono non solo dall’Oratorio ma anche da Luzzara. Spesso trasmettono alla radio la musica di allora e col pensiero ritorno a quel periodo della mia vita: ritengo di essere stato molto fortunato e che l’Oratorio nel quale sono cresciuto rappresenti una delle mie radici più solide.

Paolo M.