sabato 13 novembre 2010

Gli anni '70, i giardini, la bici da cross, il gioco delle bocce e un "bif dal Dù"

Negli anni '70, nei caldi pomeriggi estivi, mia nonna mi accompagnava ai giardini pubblici. Mentre lei faceva "filos" con le sue amiche all'ombra di un albero, seduta su una panchina, io scorrazzavo insieme ad altri bambini lungo il perimetro del parco, pedalando a più non posso sulla mia rossa bicicletta da cross. Aveva la sella allungata e il manubrio largo come i chopper del film "Easy Rider" : era la moda dell'epoca. Ai giardini si giocava anche a nascondino, alle biglie (di vetro e, le più pregiate, di ceramica), ci si arrampicava sui rami delle piante o ci si dondolava sulle immancabili altalene. Giovani e anziani animavano quotidianamente il piccolo polmone verde del paese (spazio che un tempo ospitava anche le vecchie feste di partiti ormai estinti). Sempre nel piccolo parco, gli amanti del gioco delle bocce andavano a punto sul campo costruito di fianco all'edificio dei bagni pubblici (non era ancora stato eretto l'attuale bocciodromo). Che ammirazione avevo per i bocciatori! Ogni volta che una sfera incocciava violentemente quella avversaria spalancavo gli occhi. E quando il caldo diveniva insopportabile mia nonna diceva: "Paolo, vam a tör an bif dal Dù". Il "Dù" (Bignardi Armando) era il nome di un chiosco situato nelle vicinanze di piazza Nodolini (nello spazio attraversato dall'attuale rotonda), di fronte al negozio di alimentari di Franco Losi (esercizio chiuso ormai da parecchi anni). Era facilmente raggiungibile dai giardini e così, dopo pochi minuti, ero già di ritorno con due ghiaccioli e gli spiccioli di resto. Mia nonna mi sorrideva e teneramente mi faceva una carezza.

foto a sinistra: bicicletta da cross anni '70 / foto a destra: spazio in cui si trovava il campo da bocce


Paolo Losi