sabato 13 novembre 2010

La scuola di musica del maestro Nadir Reggiani

Conobbi il maestro di musica Nadir Reggiani - una delle più illustri figure della tradizione musicale luzzarese - negli anni '70, quando, ancora giovane alunno delle elementari, manifestai a mio padre il desiderio di imparare a suonare la chitarra. Mi recavo nel suo studio, presso la sua abitazione in via Marconi, una o due volte a settimana, nel primo pomeriggio. Attendevo il mio turno seduto su una sedia posta nel corridoio dell'ingresso, insieme ad altri bambini che con me frequentavano la stessa scuola di musica. Per rendere meno noiosa l'attesa, la figlia del maestro ci faceva giocare (il gioco dell'impiccato era particolarmente gettonato). La lezione durava circa 30 minuti. Il maestro mi accoglieva con un sorriso e un doloroso "ganascino" sulla guancia. Si iniziava sempre con un po' di solfeggio (quanto odiavo il metronomo) e poi si passava alla pratica; ricordo che prima di cominciare gli esercizi mi accordava la chitarra prendendo il LA dal suo pianoforte verticale. Non ero, musicalmente parlando, uno studente modello: forse per questo, nonostante gli sforzi del buon Reggiani, diventai solo un mediocre strimpellatore di chitarra. Nella foto in alto un'immagine presa da uno dei miei quaderni di musica dell'epoca: la calligrafia è quella del maestro Nadir Reggiani.

Paolo Losi