martedì 13 luglio 2010

L'arrivo di Alberto Sordi a Luzzara

Foto gentilmente concessa dalla famiglia De Silvi

Nel 1956 abitavo in via Piave e vicino a me abitava anche la "Brandina" (Ildebranda Binacchi). Un giorno mi disse che suo marito, Sergio Baialuna, sarebbe andato a prendere Alberto Sordi in una stazione vicina. Il popolare attore era stato chiamato per leggere le barzellette nella serata finale del concorso "Luzzara che ride", promosso da Cesare Zavattini. Sergio possedeva una Fiat 1100 TV, un’automobile veloce, bella e “finita bene”. Dopo qualche giorno, dalla signora riuscii a sapere anche dove e quando sarebbe arrivato: 12.30 in municipio. Mangiai in fretta e corsi in municipio ad aspettarlo. Con me c’erano altre 15 o 20 persone. Sergio arrivò con un lieve ritardo, verso le 12.50. Non possedevo l’orologio, ma guardavo in continuazione quello della torre perché dovevo andare a lavorare. Circondammo Alberto e gli chiedemmo l’autografo; lui tirò fuori la penna, ma nessuno in quel momento aveva un pezzo di carta. Essendo un giorno feriale, io ero vestito con la tuta da lavoro e avevo un foglio che tenevo in tasca perché si stropicciasse e si ammorbidisse per utilizzarlo “in caso d’urgenza”. Quando presentai a Sordi quella carta consunta, lui, sul momento, non mi volle fare l’autografo e disse con spiccato accento romano: “Ma li mortacci tua, tu il mio autografo lo usi per andare al gabinetto!”. Io risposi: “Non è vero, questa è la carta della schiacciatina di questa mattina; guarda come sono vestito, devo andare a lavorare!” Sordi si mise a ridere, mi diede un pizzicotto sulla guancia e con la mano in segno di incredulità mi fece l’autografo che subito regalai a una ragazzina che a quel tempo mi era simpatica. La premiazione del concorso avvenne al Cinema Pace di Arnaldo Gardinazzi detto "il Pincio" .


Forse per i posti riservati, forse per il prezzo del biglietto, noi giovani rimanemmo fuori a parlare in attesa, sperando di vedere Alberto Sordi. Allora ogni scusa era valida per stare in compagnia.

Ricordo di Giancarlo Davoli

Nella fotografia qui sopra - In seconda fila da destra: Gianfranco Artoni, Felice Soliani, Gianfranco Abeli, Vittorio Gallusi, Giancarlo Davoli, Aldo Bovi, Arrigo Barbieri, Luigi Righi, Wally Berni, Norina (mamma di Antenore Pograri), Alda Mora (mamma di Luciana Binacchi). In prima fila da destra: Annamaria Vandelli, Iris Soragna, Luciana Binacchi, Gina Begnardi, Licia Mora.