lunedì 18 luglio 2016

Giuseppe Berni

Una storia che ci arriva dalla Francia:

Mio nonno si chiamava Giuseppe Berni. Nacque a Luzzara il 23 luglio 1893 da Francesco Berni e Letizia Milone. Il 2 luglio 1917 si sposò a Luzzara con Anna Rossi, mia nonna materna nata a Nizza. Morì di influenza spagnola il 29 ottobre 1918 a Chiavari.

Henri GIAUME

Giuseppe Berni e Anna Rossi

Giuseppe Berni da giovane.

Biglietto da visita

sabato 21 maggio 2016

Gianni Berengo Gardin e Mario Sottili (Sunen)


Luzzara, 21/5/2016 - Gianni Berengo Gardin e Mario Sottili sflogliano la prima edizione di "Un paese vent'anni dopo".

Fotografia di Paolo Losi

martedì 5 aprile 2016

Luzzara, anno 1969 - Foto di famiglia in Via Bosa


Foto scattata in Via Bosa di fronte alla bottega di mia nonna. Sono presenti, da sinistra: la sorella di mia madre (Marisa), mia nonna Rosa Gandolfi, mia madre e in basso mio cugino Giovanni (a sinistra) e il sottoscritto. Dietro di noi si vede la casa della famiglia Giorgi, situata dove adesso c'è la ditta di Binacchi Wolfango. La zona industriale all'epoca non esisteva. Sulla destra si scorge la fiat 600 di mio padre.

Contributo di Stefano Mora

sabato 2 aprile 2016

La piena del Po: uomini che guardano il fiume

Link al video:

https://youtu.be/I5Tmab2w31E

Luzzara, primi anni '40 - A Po


Luzzara, "A Po", primi anni '40 - Da sinistra, Scardova "Scarduel" (padre di "Magnós"), ?, mio trisnonno Girolamo Aliati, ?


Luzzara, primi anni '40 (?) - In basso a sinistra, Girolamo Aliati "Giarumon", mio trisnonno pescatore (padre di Adele, mamma di mio nonno materno Giannetto Binacchi).

Contributo di Fabrizio Berni

Luzzara, anno 1933 - L'anagrafe del comune


Luzzara, anno1933 - Mio nonno Giannetto Binacchi (padre di mia mamma Luciana e mio zio Alberto), impiegato all'anagrafe del comune.

Contributo di Fabrizio Berni

Luzzara, anno 1946 - Corte Aldrovandi


Luzzara, Corte Aldrovandi (Via Lorenzini), anno 1946 - Il terzo da destra è il mio prozio Bruno Berni, fratello di mio nonno Renato ("Al Fic"), il quinto da destra è mio padre Mario.

Contributo di Fabrizio Berni

venerdì 1 aprile 2016

Luzzara e i mitici anni '60 - Veglione di Capodanno al Cinema Pace


Luzzara, 1960 - Veglione di Capodanno al Cinema Pace! La signora che ride è Renata Mora, a fianco Nodolini, poi mia mamma Luciana Binacchi abbracciata a mio padre Mario Berni.

Contributo di Fabrizio Berni

Una locandina del Teatro Sociale di Luzzara


Inviata da Massimo Petrati

Teatro Sociale di Luzzara - Primavera 2013, diario delle pulizie

09/03/2013
Ore 15.00, pioggia battente -  Primo sopralluogo in teatro. Segue una breve riunione al bar sotto i portici per stilare un primo resoconto. Qualcuno esclama: "Sa gla cavom a svudaral a s'imbariagom!"

16/03/2013
Ore 9.30 - Iniziamo a svuotare il teatro con l'aiuto dei due operatori del comune (facciamo due uscite con l'autocarro).
Ore 16.30 - Cominciamo a ripulire l'ingresso.
 
23/03/2013
Ore 9.00, tempo variabile - Ci incontriamo in teatro con Simone (Fondazione Un Paese), gli operatori del comune e il tecnico comunale per fare il punto della situazione. Continuiamo con l'opera di svuotamento del palco (effettuate due uscite con l'autocarro del comune). Sospendiamo i lavori poco prima delle 10.30 per potere partecipare a Casoni alla commemorazione di Luigi Freddi e di Selvino Lanzoni.
 
30/03/2013
Ore 9.00, pioggia - Trasportiamo a Casoni, presso il lascito Freddi, le vecchie sedie della sala consiliare. Iniziamo a ripulire da ragnatele e polvere gli ordini dei palchi.
 
06/04/2013
Ore 9.00, nuvoloso - Proseguiamo con le pulizie. Spostiamo un tavolo nel vecchio foyer: da oggi sarà la nostra sala operativa.
 
10/04/2013
Controllo della copertura per valutare perdite e infiltrazioni: il tetto avrebbe bisogno di una sistemata.
 
13/04/2013
Ore 8.30, primo giorno di sole - Trasportiamo al lascito Freddi di Casoni alcuni lampioni e fittoni in ghisa. Il Sindaco passa a far visita: l'occasione è buona per scattare alcune foto di gruppo. Sono presenti le instancabili signore del circolo Torre per la pulizia dei vetri, dei davanzali e dei pavimenti. Incominciamo, ove consentito, a riprendere l'intonaco. Apriamo la fontana di Piazza Tedeschi chiusa dall’inverno.
 
20/04/2013
Ore 9.00 - Insieme alle signore del Circolo Torre ci dedichiamo nuovamente alle ostiche operazioni di pulizia. Trasportiamo alcune pedane in legno e tre porte taglia fuoco inutilizzate al lascito Freddi e al magazzino comunale di Viale 25 aprile. Successivamente montiamo due pesanti termosifoni sui supporti dell'ingresso.
 
27/04/2013
Ore 8.30, ancora pioggia. Cominciamo a pulire alcune pareti dell'ingresso per poterle poi imbiancare. Anche oggi sono presenti le stoiche signore del Circolo Torre.
 
02/05/2013
L'Enel allaccia la corrente elettrica. Nel pomeriggio partiamo con la prima mano di colore (ove consentito).
 
03/05/2013
E luce fu!
Le vecchie lampadine al tungsteno creano un'affascinante atmosfera retrò: si respira il buon odore dei tempi passati.
 
04/05/2013
Ore 8.30 - Oggi ci dedichiamo ai lavori di posa del pavimento in legno (le assi sono state gentilmente offerte dalla ditta Soliani): Dario coordina i presenti.
 
06/05/2013
Durante la mattina Dario e alcuni aiutanti continuano i lavori di pavimentazione della platea.
 
08/05/2013
Ore 20.30 - Ci incontriamo in teatro per fare il punto della situazione e per programmare le attività più urgenti in previsione dell'imminente apertura delle porte al pubblico.
 
11/05/2013
Ore 8.30, una splendida giornata di sole - I lavori di pulizia e imbiancatura continuano alacremente. Applichiamo su alcune travi in ferro dell'ingresso un convertitore di ruggine. Non manchiamo l'occasione di raccogliere alcune testimonianze sul passato del teatro da alcuni anziani che ci vengono a far visita.
 
13/05/2013
La ditta NECA comincia le pulizie professionali. Vengono montati dalla ditta Molinari i primi faretti. Dopo il lavoro ci troviamo in teatro per un sopralluogo.
 
14/05/2013
Ultimate le pulizie professionali. L'Ufficio Tecnico fa un sopralluogo per visionare i faretti. Vengono ordinati le luci e il quadro elettrico per il palcoscenico.
 
15/05/2013
Ore 20.30 - Breve riunione in teatro per coordinare le ultime attività: il giorno dell'apertura al pubblico si avvicina. Ne approfittiamo per lavorare un po': piccoli ritocchi, ultime pulizie. Si comincia a respirare un buon profumo: l'aria tossica dei primi giorni è ormai solo un ricordo. Alle 23.00 chiudiamo porte e finestre per rincasare. Fuori comincia a piovere, tanto per cambiare.
 
17/05/2013
Finiscono i lavori di posa del pavimento della platea. Sistemati anche i faretti: il teatro è bellissimo!!!
Verso sera, sfidando la sorte (oggi è venerdì 17), ci troviamo in teatro per gli ultimi ritocchi e per collocare nell'ambiente alcuni pannelli in plexiglass. Vedendo filtrare un po' di luce dalle finestre, bussano alla porta due furaster (come si suol dire dalle nostre parti). Sono un signore e una signora di Parma, e conversando scopriamo che l'uomo è il referente del Coro dell'Opera: ci dice che sul palco del nostro piccolo teatro vedrebbe bene un Rigoletto.
Per mantenere la promessa fatta in quel piovoso 9 marzo (Sa gla cavom a svudaral a s'imbariagom!), decidiamo di chiudere la giornata con pizza, pane, salame e un bicchiere di lambrusco (anche due). I nostri occhi irradiano gioia: andiamo a letto felici.
 
18/05/2013
Mattina - Finalmente è arrivato il grande giorno. Passiamo uno straccio bagnato sul pavimento in legno: tutto deve essere perfetto. Ci fanno visita due ciclisti americani (marito e moglie) e Mirko s'improvvisa guida turistica. Vengono da Santa Rosa in California, amano l'Emilia e i nostar caplet. Dopo avergli mostrato il teatro, parliamo con loro di "Un paese", di Cesare Zavattini e di Paul Strand. Ci salutiamo con un sorriso. Verso le 11.00 Stefano e Thomas, posseduti da un insano spirito perfezionista, decidono di ripassare con l'idropulitrice il marciapiede dell'ingresso; Paolo, costretto alla pulizia della maleodorante canalina di scolo dell'acqua, sentitamente ringrazia. A mezzogiorno tutto è in ordine. Manca solo una cosa: una foto di gruppo davanti al nostro amato teatro. Il buon Mattia provvede.
 
Pomeriggio, ore 17.30 - Una folla di gente riempie Piazza Tedeschi. Dopo il discorso di Andrea (il nostro sindaco) tutti si mettono in fila per entrare in teatro (l'ingresso è consentito a gruppi di circa venti persone). Dopo qualche secondo di attesa le porte centrali si spalancano. I commenti entusiasti e gli sguardi pieni di stupore e ammirazione ci rendono immensamente felici: sono la migliore ricompensa per questi due mesi di fatica, e un'energica spinta a continuare sulla strada intrapresa.
 
19/05/2013
Mattina, ore 10.30 - Spalanchiamo nuovamente le porte. Le visite continuano incessanti. Alcuni luzzaresi, passati il giorno prima, colgono l'occasione per rientrare nel loro amato teatro. Gli anziani snocciolano, con qualche sospiro, i ricordi della lontana gioventù: le recite, le feste da ballo, il cinema, i primi amori.
 
Pomeriggio, ore 17.30 - Paolo Nori sbuca da Via Melli in compagnia di Simone e di un gruppetto di persone. Lo facciamo entrare dalla porta secondaria di Vicolo del Teatro. Dopo una breve prova microfono chiede di andare ai servizi. “Ma qui non ci sono i bagni!” risponde Lorenzo che lo guida al Bar della Torre intrattenendolo con la storia del teatro iniziata duecento anni fa,  parlandogli del lavoro dei volontari e del valore che l'edificio ha per la nostra comunità, e spiegandogli che se nel 1852, con "I Capuleti e i Montecchi" di Vincenzo Bellini si inaugurava il teatro per la prima volta, ora toccava a lui tenerlo nuovamente a battesimo dopo numerosi anni di silenzio. Al termine dell'esibizione lo scrittore, commuovendosi, esterna la gioia e l'orgoglio di aver calcato il nostro umile palco. Grazie Paolo!
Ricordiamo anche, prima dell'inizio dello spettacolo, la simpatica visita del sindaco in compagnia dell'eclettico Brumotti (campione di bike trial e noto personaggio televisivo), esibitosi poco prima in Piazza Iscaro. Un grazie anche a lui!
 
Un pensiero personale - Mi avvio verso casa: affretto il passo, sono quasi le otto di sera. Ma quando arrivo all'inizio della discesa non resisto: mi fermo e mi volto ancora una volta. La piazza è libera dalle auto come nelle vecchie cartoline, due persone sommessamente conversano, tre bambini scorrazzano gioiosi in bicicletta, e il teatro là in fondo mi sorride con le sue porte finalmente aperte, baciato dagli ultimi scampoli di sole. Mi commuovo anch'io: avrei voluto condividere questa splendida giornata con mio padre, che tanto amava Luzzara e la sua storia.

Link al video: https://youtu.be/7EgMvWZWDps